500 Detti del Profeta su credenze e pratiche

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In questi tempi di attacchi diffusi contro l’Islam e il suo profeta, ma anche contro i suoi seguaci, è diventato urgente dare voce a Maometto, pace e benedizioni su di lui. Infatti, se alcuni aforismi di Gesù sono ben noti in Occidente, talvolta trasformati in proverbi, come l’espressione: “Nessun uomo è profeta in patria”, chi nel nostro Paese è in grado di citare una sola parola del profeta dell’Islam? Eppure i tradizionalisti musulmani li hanno raccolti in centinaia di collezioni che includono decine di migliaia di queste parole chiamate “hadith”.

L’hadith, quindi, si riferisce a una parola – o, più raramente, a un atto del Profeta o alla sua tacita approvazione – comunicata da uno dei suoi compagni. Il contenuto delle raccolte di hadith è quindi simile a quello dei quattro Vangeli, che riportano le parole e le azioni di Gesù, con la differenza che il piano dei Vangeli segue il corso della vita di Cristo, mentre le raccolte di hadith sono generalmente classificate per argomento.

Tuttavia, c’è una differenza importante tra le raccolte di hadith e i Vangeli: la “catena di trasmissione”. Mentre non conosciamo la vita dei quattro evangelisti, Matteo, Marco, Luca e Giovanni, e tanto meno di coloro che ci hanno trasmesso i loro testi, ogni hadith ci giunge con un elenco degli uomini che lo hanno trasmesso, dal compagno che lo ha sentito dalla bocca del Profeta a quello che lo ha registrato nella sua raccolta.

Una delle peculiarità dell’Islam è infatti la cosiddetta “scienza degli hadith”, che studia l’autenticità di un dato hadith analizzando la probità e il rigore delle varie persone che hanno contribuito alla sua trasmissione. Se nella catena manca una persona, o se uno dei cronisti manca di probità o rigore, il hadith viene rifiutato.

Le raccolte di hadith più note sono quelle di al-Bukhari (810-870) e Muslim (817-875), la cui autenticità è unanimemente accettata dai musulmani, tanto che si può dire che al-Bukhari e Muslim sono per i musulmani ciò che Matteo, Marco o Luca sono per i cristiani. In altre parole, le loro opere sono il Vangelo per loro. Pertanto, al fine di presentare al lettore le tradizioni più autentiche, abbiamo tratto essenzialmente da queste due raccolte gli hadith qui proposti. Inoltre, abbiamo tratto alcune tradizioni dalle opere che, in termini di autenticità, seguono immediatamente al-Bukhari e Muslim, ossia le raccolte di Abū Dawūd, Tirmidhi, Ibn Majah, Nasai e Imam Ahmad. Queste sette compilazioni di hadith sono oggi considerate dagli studiosi musulmani le più accurate e affidabili.

Seguendo l’esempio dei tradizionalisti musulmani, gli Hadith sono stati classificati per temi, più precisamente in cinque temi principali:

Primo argomento: il dogma. In questa prima parte vengono citati gli hadith relativi alla fede e alla dottrina musulmana, a partire dalla credenza nell’Unicità di Dio, il dogma centrale dell’Islam, per passare a temi diversi come l’amore di Dio, gli angeli, la predestinazione e l’Ultimo Giorno. I titoli dei primi capitoli di questa parte: Unità di Dio, Amore di Dio e Speranza in Dio, sono da confrontare con le tre virtù teologiche cristiane della fede, della carità e della speranza.

Secondo tema: il buon comportamento. Questa parte presenta in modo sintetico alcuni aspetti della morale musulmana: l’amore per il prossimo, il rispetto per i genitori e gli anziani, la gentilezza verso i deboli. Inoltre, elenca le qualità che ogni musulmano dovrebbe possedere: modestia, misericordia, umiltà, sincerità, ecc.

Terzo tema: le buone azioni. Per buone azioni intendiamo le varie pratiche religiose dell’Islam, a partire dalla preghiera rituale, seguita dall’elemosina legale, dal digiuno e dal pellegrinaggio.

Quarto tema: i divieti. Questa sezione elenca i principali divieti dell’Islam, concentrandosi sui divieti morali piuttosto che, ad esempio, sui divieti alimentari. Include alcuni dei peccati cardinali del cristianesimo: l’avidità, la rabbia, l’invidia e l’orgoglio, mentre il peccato più grave, che Dio non può perdonare, è il politeismo o idolatria.

La quinta parte raccoglie vari hadith riguardanti, ad esempio, la vita quotidiana del musulmano, ma anche profezie e parabole di Maometto o storie di nazioni passate, trasmesse dal Profeta dell’Islam ai suoi compagni.

A volte in un hadith vengono trattati diversi argomenti, come ad esempio “Temi Dio ovunque tu sia, segui una cattiva azione con una buona azione, Egli la cancellerà, e comportati nel modo migliore verso il tuo prossimo”, che tratta della fede, delle buone azioni e del buon comportamento. L’hadith viene poi integrato in una o l’altra di queste parti.

Chi legge questi detti del Profeta sarà talvolta colpito dalla loro somiglianza, nel contenuto più che nella forma, con alcune parole attribuite ai profeti, a Gesù in particolare, o ad alcuni passi della Scrittura. Ciò non sorprende, dal momento che i profeti sono stati inviati dallo stesso Dio con un unico messaggio che può essere riassunto come segue: adorare Dio senza associarvi nulla, un messaggio insistito nell’Antico Testamento, e amare il prossimo, un insegnamento onnipresente nel Nuovo Testamento. Non ha forse detto il Profeta: “I profeti sono fratelli di sangue, le loro madri sono diverse, ma la loro religione è una”?

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